In breve
- Secondo l'articolo 3, punto 60, dell'AI Act, un deep fake è un contenuto generato o manipolato dall'IA che somiglia a persone, oggetti, luoghi, entità o eventi reali e che sembrerebbe falsamente autentico o veritiero.
- Dal 2 agosto 2026 i professionisti che usano l'IA per creare o modificare un deep fake devono dichiararlo (articolo 50, paragrafo 4). L'uso puramente personale è escluso.
- Draghi, cartoni animati e modifiche minori come la correzione del colore di solito non sono deep fake.
- L'etichetta deve essere chiara e distinguibile, vista alla prima esposizione e percepibile senza strumenti: i soli metadati dello strumento di IA non bastano.
- Le opere manifestamente artistiche, satiriche o fittizie richiedono comunque un'indicazione, che non ostacoli l'opera. Nessuna etichetta rende lecito un deep fake: il consenso resta necessario e le altre leggi continuano ad applicarsi.
Cos'è un deepfake secondo l'AI Act?
L'AI Act (regolamento (UE) 2024/1689) lo scrive in due parole, deep fake, anche nella versione italiana. L'articolo 3, punto 60, lo definisce come “un'immagine o un contenuto audio o video generato o manipolato dall'IA che assomiglia a persone, oggetti, luoghi, entità o eventi esistenti e che apparirebbe falsamente autentico o veritiero a una persona”. In parole semplici: un'immagine creata o modificata con l'IA che sembra reale, e che qualcuno potrebbe prendere per vera.
Le linee guida della Commissione sull'articolo 50 (in inglese, punto 113) scompongono la definizione in quattro criteri. Devono valere tutti e quattro:
- Somiglianza: un alto grado di somiglianza con il soggetto, valutato sui suoi tratti distintivi. Non serve che sia identico.
- Esistente: il soggetto esiste, o potrebbe plausibilmente esistere o essere esistito. Una persona fotorealistica mai vissuta può rientrare; un drago o un elefante alla guida di un'auto no.
- Persone, oggetti, luoghi, entità o eventi: compresi avatar IA realistici, edifici, opere d'arte, prodotti, animali e scene realistiche.
- Falsa apparenza: il contenuto sembrerebbe falsamente autentico o veritiero a qualcuno.
La mia immagine IA è un deepfake? Gli esempi della Commissione
Le linee guida danno esempi da una parte e dall'altra del confine. Alcuni sono video, ma il ragionamento vale allo stesso modo per un'immagine.
Deep fake
- Due calciatori reali, inseriti dall'IA davanti a un edificio che sembra uno stadio.
- Una persona somigliante a un politico che tiene un discorso.
- Un influencer famoso generato dall'IA in una pubblicità.
- Un avatar realistico dell'amministratore delegato di un'azienda che si congratula con il personale.
- Un'immagine di prodotto fatta con l'IA che inganna sull'aspetto o sulle prestazioni del prodotto reale.
Non sono deep fake
- Una sfinge che sorvola la Torre Eiffel.
- Topi che discutono di formaggio nella pubblicità di un caseificio.
- Una versione a cartone animato, fatta con l'IA, di un'immagine esistente di un evento storico.
- Foreste e castelli immaginari in un videogioco.
- Un'auto reale su uno sfondo IA, se la pubblicità non inganna sull'auto.
- Non serve l'intenzione: il criterio è oggettivo (punto 114). Un'immagine può essere un deep fake anche se non hai mai voluto ingannare nessuno.
- Contano contesto e pubblico: dove viene mostrata l'immagine e cosa si aspettano le persone che probabilmente la vedranno, compresi i bambini o chi ha meno familiarità con l'IA (punto 115). Se una parte di quel pubblico potrebbe essere tratta in inganno, può bastare.
- Il fotorealismo rende più probabile un deep fake, ma da solo non è decisivo.
- Di solito le modifiche minori non contano (punto 116): rimuovere i passanti, correggere luce e colori, ridurre il rumore, ritocchi estetici, o un cambio di sfondo puramente estetico nella pubblicità di un prodotto. Una modifica IA sostanziale dello sfondo di una foto di cronaca invece può contare.
Chi deve etichettare un deepfake?
L'articolo 50, paragrafo 4, mette l'obbligo in capo ai deployer: persone e organizzazioni che usano l'IA a titolo professionale. Contano le attività d'impresa, commerciali e da libero professionista, e anche ottenere un beneficio economico in modo regolare (linee guida, punto 19). I dipendenti agiscono per il datore di lavoro: il deployer è l'azienda (punto 14).
L'uso puramente personale è escluso (articolo 2, paragrafo 10), come i deep fake dei tuoi familiari o quelli che pubblichi sui social a titolo personale. Le piattaforme possono comunque chiederti di etichettare: vedi la guida Etichetta IA Instagram.
- Dal 2 agosto 2026, senza periodo di tolleranza per i deployer. L'Omnibus digitale ha rinviato solo la marcatura leggibile dalle macchine a carico dei fornitori, al 2 dicembre 2026, per i sistemi di IA generativa immessi sul mercato prima del 2 agosto 2026.
- Nessun obbligo retroattivo per i deep fake creati prima del 2 agosto 2026, anche se etichettarli è incoraggiato (punto 154).
Sanzioni e controlli sono nella nostra guida AI Act etichettatura IA.
Cosa deve fare l'etichetta di un deepfake
L'articolo 50, paragrafo 4, chiede ai deployer di rendere noto che il contenuto è stato generato o manipolato artificialmente. Il paragrafo 5 aggiunge: “in maniera chiara e distinguibile al più tardi al momento della prima interazione o esposizione”, e in modo accessibile. Per un'immagine significa:
- Chiara e distinguibile: ben visibile e facile da distinguere da ciò che la circonda, non sepolta in un menu o nelle condizioni d'uso (linee guida, punto 142).
- Alla prima esposizione: per ogni persona che la vede, per esempio mentre scorre un feed (punto 143).
- Visibile alle persone: la filigrana nascosta o i metadati del fornitore di IA non soddisfano l'obbligo del deployer (punto 117). La nostra guida Riconoscere immagini IA spiega a cosa servono queste marcature.
- Integrata nell'immagine, visibile su qualsiasi sfondo, dove nessun'altra sovrapposizione si mette in mezzo, “ad esempio nell'angolo in alto a destra” (Codice di buone pratiche, in inglese, misura 1.2).
- Accessibile: contrasto elevato, e testo alternativo per gli screen reader.
Il Codice accetta l'icona UE o un'etichetta equivalente. L'icona è facoltativa, e usarla non stabilisce di per sé la conformità.
Quale icona UE per un deepfake?
Scegli l'icona della Commissione europea che dice cosa è successo all'immagine:
AI GENERATEDCompletamente generato dall'IA
Per un'immagine creata interamente dall'IA, senza alcuna parte realizzata da una persona, a parte il prompt.
Esempio: l'immagine fotorealistica di un politico a un evento mai avvenuto.
AI MODIFIEDParzialmente modificato dall'IA
Per un'immagine reale, realizzata da una persona, modificata in parte con l'IA.
Esempio: la foto di un appartamento vuoto, arredato con l'IA.
AIIcona di base
Quando l'IA è intervenuta, insieme a parole tue (“volto generato con”) o a un livello aggiuntivo che spiega di più.
Esempio: “Sfondo generato con” seguito dall'icona.
Per uno scambio di volto (face swap) in una foto reale, usa AI MODIFIED: un volto in una foto autentica sostituito con quello di un politico è proprio l'esempio della Commissione. Il Codice incoraggia anche a dire cosa è cambiato, per esempio “un volto è stato modificato”. Colori, dimensioni e download sono nella nostra guida Icone IA UE.
Deepfake nell'arte, nella satira e nella finzione
Per un deep fake in un'opera manifestamente artistica, creativa, satirica, fittizia o analoga, l'articolo 50, paragrafo 4, richiede comunque un'indicazione, ma tale da non ostacolare l'esposizione o il godimento dell'opera. Le linee guida leggono “manifestamente” in senso stretto (punto 122): la natura dell'opera deve risultare evidente dallo stile, dal contesto o da ciò che il pubblico si aspetta. I contenuti ambigui richiedono l'etichetta standard, come quelli puramente informativi o commerciali, per esempio le notizie. Dove l'aspetto informativo e quello creativo si mescolano, prevale quello informativo.
Indicazione più leggera
- Attori ringiovaniti, o la replica digitale di un attore scomparso, in un film.
- Un'immagine IA di un politico reale che ne prende chiaramente in giro le politiche.
- Immagini di videogiochi che simulano persone reali.
Etichetta standard
- Un video in stile televendita con clienti simulati.
- Celebrità mostrate in eventi mai avvenuti, senza uno scopo satirico o di finzione.
- Un influencer sintetico che prova un prodotto sponsorizzato.
Il Codice (impegno 3) suggerisce di inserire l'indicazione nelle note, nella descrizione o nei titoli di coda, o accanto alla cornice dell'immagine su un sito, purché le persone lo notino senza fare clic. Sull'immagine stessa, un'etichetta più piccola o un angolo più discreto possono adattarsi meglio all'opera, se resta facile da vedere.
Un'etichetta non rende lecito un deepfake
Un'etichetta soddisfa un obbligo dell'AI Act e niente di più: rispettare gli obblighi di trasparenza non rende lecito un uso dell'IA né il suo output (considerando 137). Ti serve comunque il consenso delle persone ritratte, o dei titolari dei diritti, dove la legge lo richiede (Codice, impegno 1). Protezione dei dati, diritto d'autore, marchi, diritti della personalità sull'immagine e sulla voce di una persona, norme sulla pubblicità ingannevole e diritto penale restano tutti validi (linee guida, punti da 127 a 129).
Come aggiungere l'etichetta deepfake alla tua immagine
- Aggiungi le immagini
Trascina o incolla fino a 100 immagini nello strumento in cima a questa pagina o nella pagina Etichetta IA UE. Restano nel tuo browser: nessun file viene caricato.
- Scegli l'icona
AI GENERATED per un'immagine generata interamente, AI MODIFIED per una foto reale modificata con l'IA, come uno scambio di volto.
- Posizionala
In alto a destra per impostazione predefinita, come nell'esempio del Codice, o in qualsiasi angolo. Puoi anche trascinarla dove vuoi sull'anteprima grande.
- Rendila visibile
Il colore Automatico, quello predefinito, sceglie il nero o il bianco per ogni immagine. La dimensione predefinita è il 5% del lato più corto, mai sotto i 24 pixel.
- Scarica e descrivi
Scarica ogni immagine o un unico ZIP, e inizia il testo alternativo con “Immagine generata con l'IA:”.
Lo strumento aggiunge l'icona; se e come etichettare resta una tua decisione e una tua responsabilità.
Testi ufficiali sui deep fake
AI Act, articolo 3: DefinizioniIl punto 60 definisce il “deep fake”. AI Act Service Desk.
AI Act, articolo 50: Obblighi di trasparenzaParagrafi 4 e 5: dichiarare i deep fake. AI Act Service Desk.
Linee guida della Commissione sull'articolo 50 (PDF, in inglese)Approvate il 20 luglio 2026. Deep fake: punti da 112 a 129.
Codice di buone pratiche sulla trasparenza dei contenuti generati dall'IA (PDF, in inglese)Versione definitiva, 10 giugno 2026. Sezione 2: etichettatura da parte dei deployer.
Icone dell'UE per l'etichettatura dei contenuti generati dall'IALe tre icone e i loro download in SVG e PNG.
Domande e risposte sull'articolo 50Commissione europea, aggiornate il 24 luglio 2026.
Regolamento (UE) 2024/1689 (AI Act)Il testo autentico, su EUR-Lex.
Regolamento (UE) 2026/1744 (Omnibus digitale sull'IA)In vigore dal 27 luglio 2026, su EUR-Lex.
