In breve

  • Tre icone: AI GENERATED (creata interamente con l'IA), AI MODIFIED (un'immagine reale modificata in parte con l'IA) e l'icona di base AI, da abbinare a parole tue.
  • Quattro colori per ciascuna: nero, bianco ed entrambi trasparenti al 50%. Nessuna regola UE dice quale usare: scegli quello che risalta.
  • Sull'icona c'è scritto “AI”, in inglese, in tutti i paesi dell'UE, salvo che una legge nazionale sulla lingua richieda altro. Ridimensionala, ma non deformarla mai. Il Codice definitivo non fissa una dimensione minima.
  • Il punto che il Codice porta come esempio è l'angolo in alto a destra, con l'icona disegnata nell'immagine, libera da sovrapposizioni, visibile al primo sguardo.
  • Le icone sono gratuite per tutti, senza obbligo di citare la fonte. Usare le icone non ti mette in regola di per sé.
  • Scarica qui sotto i file SVG e PNG ufficiali, oppure usa lo strumento Etichetta IA UE.

Le tre icone IA UE e quando usarle

Le icone, che la Commissione chiama “icone dell'UE per l'etichettatura dei contenuti generati dall'IA”, vengono dall'allegato 1 del Codice di buone pratiche sulla trasparenza dei contenuti generati dall'IA (in inglese), definitivo dal 10 giugno 2026.

  • L'icona UE AI GENERATED

    AI GENERATEDCompletamente generato dall'IA

    Per un'immagine creata interamente dall'IA, senza alcuna parte realizzata da una persona, a parte il prompt.

    • Nero
    • Bianco
    • Nero, 50%
    • Bianco, 50%

    Esempio: l'immagine fotorealistica di un politico a un evento mai avvenuto.

  • L'icona UE AI MODIFIED

    AI MODIFIEDParzialmente modificato dall'IA

    Per un'immagine reale, realizzata da una persona, modificata in parte con l'IA.

    • Nero
    • Bianco
    • Nero, 50%
    • Bianco, 50%

    Esempio: la foto di un appartamento vuoto, arredato con l'IA.

  • L'icona UE AI

    AIIcona di base

    Quando l'IA è intervenuta, insieme a parole tue (“volto generato con”) o a un livello aggiuntivo che spiega di più.

    • Nero
    • Bianco
    • Nero, 50%
    • Bianco, 50%

    Esempio: “Sfondo generato con” seguito dall'icona.

Gli altri esempi della Commissione: un video deepfake di un politico, o di un evento mai accaduto, per AI GENERATED; il volto in una foto autentica sostituito con quello di un politico, per AI MODIFIED; un video con la scritta “voci generate con”, seguita dall'icona di base AI.

Quale icona per quale immagine
La tua immagineIcona
Generata da un promptAI GENERATED
Una foto reale con un volto, una persona o un oggetto modificati con l'IAAI MODIFIED
Un prodotto reale su uno sfondo generato dall'IAAI MODIFIED se la etichetti: spesso non è un deepfake, se non inganna
Un ritocco IA leggero: colori, un passante rimossoDi solito nessuna etichetta obbligatoria (linee guida, punto 116); AI MODIFIED se la etichetti
Vuoi dire esattamente cosa ha fatto l'IAAI con parole tue, come “Volto generato con”
Non tutte le immagini IA vanno etichettate
L'articolo 50, paragrafo 4, dell'AI Act riguarda i deepfake che i professionisti creano o modificano con l'IA: contenuti che somigliano a persone, oggetti, luoghi o eventi esistenti e che sembrerebbero falsamente autentici. Un drago non lo è, e l'uso puramente personale è escluso. Chi deve etichettare cosa: leggi Deepfake AI Act e AI Act etichettatura IA.

Nero, bianco o 50%: quale colore?

Ogni icona esiste in nero (lettere bianche su forma nera), in bianco (lettere scure su forma bianca) e in queste due versioni con il 50% di trasparenza, in cui è semitrasparente solo la forma dietro le lettere.

Nessuna regola UE dice quale usare. Il Codice chiede solo che l'icona resti “visibile su qualsiasi sfondo” (sottomisura 1.2.1(d)), con un contrasto elevato. Guarda quindi cosa c'è sotto: il nero sulle zone chiare come il cielo o un fondale bianco, il bianco su quelle scure come le scene notturne o le ombre. Le versioni al 50% sono più discrete: su uno sfondo affollato o dai toni medi le lettere possono perdersi, quindi usale con cautela.

L'impostazione Automatico dello strumento misura quanto è chiara l'immagine nel punto in cui cade l'etichetta e sceglie il nero o il bianco, immagine per immagine. Ti avvisa anche se l'etichetta rischia di essere poco visibile.

Perché c'è scritto “AI” e non “IA”, e come aggiungere parole tue

La regola di design del Codice (misura 1.1(a)) fa dell'acronimo inglese maiuscolo “AI” l'elemento principale dell'icona. Un acronimo nazionale come IA o KI è ammesso solo dove l'inglese sarebbe in contrasto con una legge nazionale sull'uso della lingua in ambito commerciale o amministrativo. La Commissione pubblica la grafica solo in inglese, anche sulla versione italiana della sua pagina.

Le parole intorno all'icona possono essere in qualsiasi lingua. Il Codice incoraggia a dire se il contenuto è stato generato o modificato, e perfino cosa è cambiato (misura 1.1(b)). I test con gli utenti in diversi Stati membri, riportati nell'allegato 1 del Codice, hanno rilevato che le versioni con un'etichetta testuale chiara funzionavano “significativamente meglio” per visibilità e chiarezza. Per qualcosa di più preciso, metti una breve frase in parole semplici accanto all'icona di base AI, non dentro: “Sfondo generato con”, poi l'icona.

Quanto deve essere grande l'icona?

Il Codice definitivo non fissa una dimensione minima. Chiede un'icona chiara e distinguibile nel suo contesto (misura 1.1(c)), e la pagina della Commissione parla di una “dimensione chiaramente visibile”. La regola precisa riguarda la forma: se l'icona viene ridimensionata, le proporzioni delle lettere vanno mantenute (misura 1.1(a)). Ridimensiona l'icona per intero; non allungarla, schiacciarla o ritagliarla mai.

Lo strumento parte da un'etichetta alta il 5% del lato più corto dell'immagine (dal 3% al 25%), mai sotto i 24 pixel, a una distanza dai bordi del 3%: circa 86 pixel di altezza su un'immagine verticale Instagram da 1080 × 1350. Poi controllala su uno smartphone.

Dove posizionare l'icona sull'immagine

Il Codice fa un solo esempio: “nell'angolo in alto a destra di un'immagine o di un video deep fake”, dove non si interpone nessun elemento sovrapposto (sottomisura 1.2.2(a)). Va bene anche un altro angolo, purché l'icona resti chiara. Le altre regole (sottomisura 1.2.1):

  • Integrata nel contenuto, o mostrata con una sovrapposizione equivalente. La Commissione aggiunge che deve restare visibile quando l'immagine viene ricondivisa o scaricata: un'etichetta disegnata nei pixel ci riesce.
  • Vista subito, senza clic né passaggio del mouse, al più tardi quando qualcuno vede l'immagine per la prima volta.
  • Spazio intorno: distanza da altre sovrapposizioni e dalle didascalie, e visibile su qualsiasi sfondo.

Le app mettono pulsanti sopra le immagini; in alto a destra se ne evitano quasi tutti, e sulle immagini verticali 9:16 lo strumento tiene le etichette negli angoli lontane dalle barre dell'app. La guida Etichetta IA Instagram passa in rassegna ogni piattaforma. Le opere manifestamente artistiche, satiriche o fittizie possono riportare l'indicazione appena fuori dall'inquadratura o nei titoli di coda (impegno 3).

Cosa puoi e non puoi fare con le icone

La Commissione mette le icone “a disposizione del pubblico affinché tutti possano utilizzarle liberamente”, senza obbligo di citare la Commissione o l'Ufficio europeo per l'IA. Due limiti: l'uso delle icone “non stabilisce di per sé la conformità legale”, e usarle senza aver firmato il Codice non segnala un'adesione al Codice.

Puoi

  • Usarle gratis, senza citare la fonte
  • Ridimensionarle, mantenendo le proporzioni
  • Scegliere uno dei quattro colori pubblicati
  • Aggiungere parole tue accanto

Evita di

  • Deformare o ricolorare un'icona, o ridisegnarne le lettere
  • Usare un'icona come tuo logo o marchio
  • Presentarla come un sigillo o un'approvazione
  • Dire che rende un'immagine “conforme all'AI Act”

Le icone potrebbero cambiare: i firmatari del Codice hanno avviato delle task force il 30 settembre 2026, e i gruppi di lavoro su un secondo livello interattivo e su un'icona audio dovrebbero partire a gennaio 2027. Ogni tanto controlla la pagina della Commissione.

Rendi l'etichetta leggibile anche dagli screen reader

Un'etichetta disegnata in un'immagine è fatta di pixel: gli screen reader non la vedono. Il Codice chiede un'indicazione che le tecnologie assistive possano rilevare (sezione 2, misura 1.1), e la pagina della Commissione suggerisce un testo alternativo o etichette ARIA. Quindi:

  • inizia il testo alternativo dell'immagine con “Immagine generata con l'IA:” o “Immagine modificata con l'IA:”, poi descrivi l'immagine;
  • sui social, dillo anche nella didascalia;
  • su un sito che mostra l'icona come elemento a sé, dalle un testo alternativo o un'etichetta ARIA come “Generato dall'IA”.

Scarica i file SVG e PNG, o aggiungi l'icona nel browser

La Commissione offre due file ZIP con 12 file ciascuno: le tre icone nei quattro colori. Gli SVG disegnano le lettere come forme, quindi restano nitidi a qualsiasi dimensione; i PNG sono alti circa 2.363 pixel.

I file e i testi ufficiali

Oppure usa lo strumento Etichetta IA UE in cima a questa pagina: disegna i file SVG della Commissione senza modificarli, solo ridimensionati, nel tuo browser. Il suo tag IA IPTC facoltativo non sostituisce l'etichetta visibile (linee guida della Commissione, punto 117); la guida Riconoscere immagini IA spiega questi tag.

  1. Aggiungi le immagini

    Fino a 100 alla volta, in JPEG, PNG, WebP, AVIF o GIF.

  2. Scegli

    L'icona, poi un colore o Automatico.

  3. Posiziona

    In alto a destra, in un altro angolo, o trascinala su ogni immagine.

  4. Scarica

    Una sola immagine, o tutte in un file ZIP.